Categoria: Viaggi

Impressioni portoghesi – 2: Lisbona

Seconda tappa del mio viaggio in Portogallo: Lisbona.

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Impressioni portoghesi – 1: l’Algarve

La prima tappa del mio viaggio in Portogallo: l’Algarve.

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Impressioni Norrlandesi

Ho ancora l’autostrada che mi scorre negli occhi: d’altronde i duemila chilometri e passa macinati, tra Småland e Norrland, negli ultimi dieci giorni non potevano non lasciare tracce. Se il sud svedese mi ha questa volta salutato con la pioggia, il centro-nord mi ha accolto con un bel sole che – a parte qualche normale rovescio stagionale – ha accompagnato tutta la permanenza. Del Norrland mi ha colpito il paesaggio sostanzialmente diverso dal resto della Svezia da me conosciuta: boschi, un po’ più radi e per lo più abitati da abeti e pini silvestri; colline che preparano gli occhi alle montagne vere e proprie; laghi molto più trasparenti e più freddi. Il tutto invaso da una quantità spaventosa di zanzare, circondato da un’aria diversa, più leggera e buonissima, ed illuminato a giorno anche nelle ore notturne.

Uno scorcio di Norrland

Uno scorcio di Norrland

I giorni in Norrland sono stati anche occasione per immergermi, in modo più intenso, nella completa svedesità della famiglia acquisita: tra suoceri, cognati, zii e nonna, ho potuto capire un po’ di più come funzionano certe cose da queste parti. Il bilancio è soltanto positivo: ormai mi sento parte di quel contesto e ciò non è soltanto merito mio, ovviamente.

Di preciso stavo ad Ånge, a poco più di un’ora da Sundsvall e qualche chilometro più a nord del centro geografico della Svezia. È là che nacque una delle nonne svedesi, in una stuga costruita da suo nonno falegname, ancora in buone condizioni. O almeno tali da garantire una confortevole permanenza estiva alla colta e simpatica vecchina. Io alloggiavo in un’altra piccola casa, nello stesso giardino: una vecchia stalla, ristrutturata e modernizzata dai miei suoceri negli anni Settanta, e rimasta pressoché intatta a quegli anni. Divertente leggiucchiare i vecchi giornaletti di Kalle Anka (Paperino) e di Fantomen (L’Uomo Mascherato), curiosare tra i vecchi giocattoli della mia compagna e dei suoi fratelli, cercare di dare un nome ed una funzione alla miriade di cianfrusaglie depositate nella vecchia falegnameria.

Tornerò presto da quelle parti: anche quella regione, come un po’ tutta la Svezia, regala il suo fascino attraverso le piccole cose, attraverso i dettagli più nascosti. Quelli che solo chi è del posto può contribuire a svelare. Ora di nuovo nella capitale, riscaldata negli ultimi due giorni da un sole veramente estivo.

Dall’altra parte dell’Europa – 2

Seconda parte del viaggio in Andalusia dello scorso settembre. Città visitate: Ronda, Granada, Jaén, Ubeda, Baeza, Cordoba, Siviglia.

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Dall’altra parte dell’Europa – 1

Un viaggio emozionante intorno all’Andalusia: un posto incredibile, ricco di contrasti e di sorprese. La prima settimana: Siviglia-Vejer de la Frontera-Cadiz-Tarifa-Gibilterra.

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Utö

Utö

Il piccolo battello parte da Årsta havsbad, vira verso sud e nel giro di quaranta minuti riapproda: arrivo a Gruvbryggan che è quasi mezzogiorno, l’aria è frizzante, il vento è consistente ed il sole lotta con le nuvole per farsi spazio. L’isola di Utö – isola più esterna dell’arcipelago di Stoccolma – è soltanto mare, bosco, qualche vecchia villa, un mulino, delle piccole stugor che – vicino al porto – ospitano l’ufficio turistico, il supermercato, una tabaccheria/gelateria/bancomat, un chiosco che frigge aringhe. Poco più in là la chiesa, la vecchia miniera, l’ostello che ho prenotato per una notte.

L’isola, se non fosse per i turisti che hanno approfittato del fine settimana allungato per fare una capatina qui, sarebbe deserta: in certi angoli c’è solo il rumore del mare e degli alberi ad accompagnare i miei passi. Il posto è ideale per una sana passeggiata in bicicletta, ma da queste parti sono di moda dei motorini con dei piccoli carrelli anteriori che la gente utilizza per trasportare la spesa, i bagagli, i figli…Non mi lascio prendere dalla tentazione di noleggiarne uno.

Pennacchi a foglie strette

A cena mangio veramente bene: non mangiando pesce, mi devo “accontentare” dell’unico piatto di carne previsto nel menù. Poco male: era tanto che non mangiavo delle köttbullar così buone. Ammiro il panorama dal balcone della mia stanza, aspetto che il sole si nasconda poco a poco dietro la linea dell’orizzonte, poi vado a letto.

Ed ecco l’inferno: metti un gruppo di maschi svedesi sulla trentina, aggiungi il fatto che uno di loro celebra l’addio al celibato, moltiplica per il fatto che nell’isola non c’è veramente veramente veramente niente da fare (a parte leggersi un bel libro o contemplare la natura), si elevi tutto all’alcol potenza, ed ecco fatto il disastro. Urla disumane, botte nei muri e nelle porte (compresa quella della mia camera!!!), altri rumori assurdi, altre urla bestiali. Un’orda barbarica nel suo apogeo di inciviltà. Poi il silenzio, complice l’intervento di qualche addetto.

Il giorno dopo è totalmente estivo: passeggiata nel bosco, sole negli scogli, un gelato. Poi nuovamente Stoccolma. Staccare un po’ dalla quotidianità mi ci voleva proprio.

 

L'arcipelago dalla mia stanza

 

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