Viaggio a Roma

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Di partenze e di ritorni

Roma

Roma

E poi ti ritrovi improvvisamente nell’autunno di Stoccolma, umido e colorato come sempre. Ti ritrovi nella tua casa, nella tua vita di ogni giorno dopo aver assaggiato due sapori diversi: quello agrodolce, familiare, che solo l’Italia sa dare e quello, ben più aspro, di una cittadina persa nello spazio e nel tempo, al confine tra Lituania e Lettonia. Ma andiamo con ordine.

Roma è sempre Roma. Col suo cupolone, con i suoi santini venduti agli angoli delle strade, con i suoi palazzi, i monumenti, con i suoi bucatini all’amatriciana. Con il suo caos infernale: di traffico, di gente, di metropolitane affollate, di autobus in perenne ritardo. Roma è sempre Roma, nel bene e nel male: nel fascino che richiama, che attrae, che incanta ed emoziona; e nella consapevolezza che quella no, non sarà mai una città in cui mettere radici di lungo termine. Qualche giorno di vacanza, ogni tanto, bisogna comunque trascorrercelo: la possibilità di annoiarsi o di non trovare qualcosa di nuovo da vedere è praticamente nulla.

Quartu S.Elena - Molentargius

Quartu S.Elena – Molentargius

Lasciare Roma ed arrivare a Cagliari fa sempre uno strano effetto: il disordine, il rumore, il traffico della mia città diventano relativi se paragonati alla Capitale. Quand’è così fa anche più piacere riperdersi tra i vicoli di Castello e Stampace, mangiare in una trattoria della Marina, approfittare della spiaggia deserta per qualche ora di sole e di mare. Poi certo, quella famosa malattia chiamata nostalgia si può curare con una sola medicina, da prendere in dosi massicce ma ad intervalli periodici: tornando nella “prima” casa, dalla famiglia.

Ancora più strano il salto dalla Sardegna alla Svezia, almeno in termini climatici: passare da una temperatura di 25-28 gradi ad una di 5 non è esattamente una bella sensazione. Tuttavia, non c’è quasi nemmeno il tempo di disfare le valigie: mi ritrovo già a bordo di un bimotore in partenza per Riga e poi su un autobus con destinazione Radviliškis, Lituania. Una due giorni di lavoro ma anche, e soprattutto, di scambio: di esperienze, di punti di vista, di culture. Estremamente interessante e, da certi punti di vista, anche piacevole e divertente.

Radviliškis

Radviliškis

Da altri punti di vista, però, le sensazioni sono state diverse, se non contrarie: quella di Radviliškis è una realtà piena di contrasti, a metà tra i postumi sovietici ed una modernità europea che bussa prepotentemente alla porta; è una realtà che trae da quel poco che ha una ricchezza ed una voglia di fare da cui bisognerebbe prendere esempio, ma che lotta disperatamente per la sua stessa sopravvivenza: la disoccupazione cresce, i giovani che emigrano aumentano, i negozi chiudono. Le speranze della zona sono riposte nella base NATO poco distante dalla cittadina: speranze di lavoro, certo. Ma anche di libertà, viste le minacce più o meno velate che continuano ad essere lanciate da Mosca.

Il tutto ha un non so che di già visto…

Mi piacerebbe tornare da quelle parti, non lo nego. Mi piacerebbe poter capire meglio e di più quelle società tanto lontane ma anche tanto vicine a noi, almeno secondo la geografia. Il viaggio in Bielorussia (con tappa a Vilnius) di qualche anno fa me lo ricordo ancora molto bene, ma la Lituania è stata e continua ad essere molto ricorrente nella mia vita, da quando – ed ancora non ho capito il perché – seguii una lezione di lituano all’università…