Västervik

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Söderut – 7

La stagione estiva propriamente detta, in Svezia, inizia e finisce all’improvviso: le interminabili giornate di giugno e le miti temperature di luglio si scontrano – quasi immediatamente – con l’irrequietezza robusta del mese di agosto. L’estate, da queste parti, non soccombe soffocata dalle foglie autunnali, ma muore suicida: pian piano la natura si incupisce, il termometro abbassa la sua media e la luce si sposa – sempre più regolarmente – con quella oscurità che preannuncia l’inverno.

Tra Gamleby e Västervik

Approfittare, finché è possibile, di qualche sprazzo assolato e della temperatura mite delle acque, è assieme obbligo ed esigenza. La meta dell’ultimo giorno di vacanza è presto detta: Västervik e la costa baltica nelle sue vicinanze.

I litorali della Svezia centro-orientale sono tutti molto simili: scogliere basse e ben levigate separano i boschi dal mare, spesso raccolto in piccole insenature. Anche la piccola penisola tra Västervik e Gamleby non fa eccezione: un posto tranquillo, mediamente frequentato, con tante piccole e grandi sommarstugor ben distanziate tra loro.

Il Baltico, l’Östersjön (letteralmente “lago, mare orientale”), ha una salinità vicina allo zero: questa caratteristica, sommata alla piacevole graduazione dell’acqua, allunga la mia nuotata. Dispiace, poco dopo, dover abbandonare quell’umido benessere, anche se per un’ottima causa: il pranzo al sacco della giornata non è niente male.

Västervik

Se Borgholm era “quello che non ti aspetti“, altrettanto si può dire di Västervik: una cittadina sul mare, molto curata e accogliente. Turismo e vita quotidiana popolano le sue strade lastricate, e una marea di gente affolla le banchine del porto cittadino, in Strandvägen: a parte l’omonimia, sembra di essere nella Strandvägen stoccolmiana dei giorni migliori. Bella la chiesa di St.Petri, così come il piccolo quartiere un tempo abitato dai giovani marinai. Prima di lasciare la cittadina, rischio involontariamente la vita: soltanto dopo essere passato sotto una fila di alberi, per fortuna senza conseguenze, mi accorgo del cartello di allerta. Un po’ di bifidus actiregularis farebbe bene a ‘sti uccelli, penso tra me.

Attenzione...pericolo!
L’ultima notte a Vimmerby è illuminata dalla luna piena. Stento a dormire: i chilometri che mi attendono per il giorno dopo, i pensieri che già progettano il mio quarto autunno a Stoccolma, il respiro addormentato della mia compagna al mio fianco, Öland, i bagni nel lago, i raggmunk, le chiesette dello Småland, Emil e Bullerbyn, la casa di Astrid Lindgren…ah sì…mi devo ricordare di fare benzina…