Sverigesdemokraterna

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Abbiamo perso tutti

E’ questa la sintesi che mi va di fare a proposito delle elezioni svedesi di ieri, ed è un po’ questa l’atmosfera che si respira oggi nelle strade di Stoccolma: abbiamo perso un po’ tutti.

L’ingresso di Sverigesdemokraterna in Parlamento era già più o meno in preventivo, ma l’ipotesi che il partito guidato da Åkesson potesse risultare determinante per la formazione di una maggioranza non era stata presa in seria considerazione dai più. Sino a ieri.

Diecimila persone hanno protestato questa sera in Sergelstorg contro l'ingresso di Sverigesdemokraterna nel Parlamento svedese. Il tutto è partito da una pagina di Facebook di una diciassettenne di Sollentuna.

Ora l’alternativa più plausibile è un governo di minoranza: la coalizione di centrodestra – che ha ottenuto la maggioranza relativa – sperava di arruolare il consenso di Miljöpartiet, ma pare che ciò non avverrà. E il primo ministro Reinfeldt ha più volte ribadito la sua lontananza da Sverigesdemokraterna. Stando così le cose, i prossimi quattro anni rischiano di tradursi, se non in uno stallo completo, in un singhiozzo decisionale pericoloso. E se nessuno può decidere, abbiamo perso tutti.

Ma i problemi più preoccupanti riguardano sicuramente un altro aspetto. Non è tanto, o soltanto, il fenomeno “Sverigesdemokraterna” a dover far aprire occhi e orecchie: la vita di un partito con quelle caratteristiche non è facile per sua stessa conformazione, e non è assolutamente detto che questi prossimi quattro anni di Parlamento porteranno ad una sua ulteriore crescita. Il precedente storico rappresentato – sebbene con le sue differenze – da “Ny Demokrati“, risalente a quasi vent’anni fa, potrebbe ripetersi.

La questione principale riguarda la pericolosa tendenza che accomuna tante realtà occidentali. Una tendenza che, a mio parere, è riduttivo chiamare “razzismo” o “xenofobia” o simili. Il problema è ben più vasto ed è frutto di tanti fattori, tra cui l’egoismo (in molti, ormai, votano secondo portafoglio ad esclusivo interesse personale), le sempre più acute differenze di classe, una buona dose di ignoranza più o meno colpevole. Ed una classe politica sostanzialmente incapace di affrontare in modo adeguato certe gigantesche problematiche.

Saranno quattro anni complicati per la Svezia perché, se nessuno ha vinto, abbiamo perso tutti. Sverigesdemokraterna compresi.