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Il potere dell’acqua

Parlavo, qualche settimana fa, con una mia amica cagliaritana venuta a trovarmi. Le raccontavo di come Stoccolma sia la mia città ideale, per quanto abbia i suoi difetti e le sue contraddizioni di cui ci si accorge col tempo. Le dicevo che, per quanto mi riguarda, uno degli elementi che non deve mai mancare nel mio ambiente è l’acqua.

Ho ripensato tanto alla frase che ho detto: sapevo bene di quella verità, ma non mi ero mai domandato il perché. Certo, sono nato e vissuto per gran parte della mia vita a due chilometri dal mare; e certo, quando c’è il mare, o un fiume, o un lago, il paesaggio diventa – spesso – più interessante. Ma queste non sono spiegazioni sufficienti: l’acqua ha un potere calmante e riconciliante senza pari. Almeno su di me.

Sono una persona molto riflessiva. Mi piace talvolta isolarmi dal mondo esterno e perdermi nei pensieri. Farmi domande e darmi delle risposte. È così che risolvo i miei problemi, supero i normali ostacoli della vita. È così che trovo quell’equilibrio interiore di cui vado fiero. Ebbene, molto spesso, quando posso, mi metto a camminare senza meta o vado in due/tre angoli della città che mi garantiscono la tranquillità di cui ho bisogno. Passeggiate e luoghi hanno un elemento in comune: la presenza di acqua.

E a Stoccolma di acqua ce n’è proprio tanta!

Sakta vi gå genom stan [Monica Zetterlund]

Tra le canzoni “ambientate” a Stoccolma che io preferisco c’è sicuramente “Sakta vi gå genom stan”, portata al successo da una delle più grandi cantanti jazz della storia musicale svedese: Monica Zetterlund. In realtà la canzone è una cover di “Walkin’ My Baby Back Home”, pezzo del 1930 di cui esistono tantissime interpretazioni, ma la versione svedese racconta un po’ la Stoccolma che fu e che in parte c’è tuttora: una coppia che passeggia in città, i profumi dell’estate, i suoni della notte, i tram su Västerbron…

Le immagini, sicuramente girate prima del così chiamato “giorno D” (il 3 settembre 1967, quando in Svezia la circolazione automobilistica passò dalla sinistra alla destra), mostrano come fosse e come sia cambiata la città in questi ultimi cinquant’anni. Da un certo punto di vista sarebbe interessante poter tornare indietro nel tempo, magari soltanto per un giro in tram, e dare un’occhiata a come si viveva da queste parti.

 

Stoccolma sottoterra

Un’iniziativa organizzata dal quotidiano DN: Stoccolma sottoterra. Potevo mancare secondo voi?

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La Stoccolma di domani

Stoccolma è una città in continua espansione demografica: le statistiche parlano chiaro e le tendenze future seguiranno la stessa linea. Espansione demografica prevalentemente di nazionalità svedese: i nuovi stoccolmiani provengono dalle altre città del Paese, ma soprattutto dalle sterminate campagne. Questo, sommato ad altri fattori, porta in dote uno dei problemi più gravi di cui soffre la capitale svedese: la scarsità, se non l’assenza, di alloggi sufficienti a rispondere alla domanda sempre più crescente. Al giorno d’oggi, a Stoccolma è molto molto difficile trovare casa.

Per colmare la lacuna, si costruisce ex novo un po’ dappertutto: le zone più indicate sono ovviamente le prime periferie cittadine ed i comuni dell’hinterland. Tra di essi c’è Sundbyberg, ad esempio: è qui che sta nascendo un quartiere nuovo di zecca, molto somigliante – come architettura – a quello di Hammarbysjöstad (uno dei quartieri più moderni e più innovativi di Stoccolma), ma di sicuro meno attraente e meno costoso. Il suo nome è Annedal.

Annedal

Annedal

Nei giorni scorsi il quartiere (ancora poco abitato) è stato aperto al pubblico. O meglio, al prezzo di 60 corone si poteva accedere ad una sorta di mostra temporanea che permetteva di visitare qualche appartamento (andare a “vedere case”, qui in Svezia, è un vero e proprio cult, considerato anche il mercato immobiliare abbastanza dinamico) e di osservarne l’arredamento ed il design interno. Io ci sono andato domenica scorsa e l’esperienza è stata interessante: tralasciando le architetture esterne (da queste parti, a volte, si dimostra di non aver imparato nulla da certi orrori errori del passato), avrei qualcosa da ridire anche su quelle interne, ma ognuno ha le sue esigenze e non mi sembra il caso di infierire. Tutto sommato positivo l’impatto con l’arredamento: lo stile moderno e – soprattutto – funzionale di certi appartamenti non mi è dispiaciuto affatto.

Il quartiere, a mio avviso, diventerà molto tranquillo e vivibile: la filosofia stessa alla base del progetto vede il nucleo familiare ed il bambino al centro della nuova zona. Ci saranno piccoli parchi, giardini pubblici, scuole e riferimenti continui al mondo delle favole, anche nella toponomastica. Chi è che non vorrebbe abitare, ad esempio, nella “Strada di Pippi Calzelunghe”?

Pippi Långstrumps gata - La strada di Pippi Calzelunghe

Pippi Långstrumps gata – La strada di Pippi Calzelunghe

Stoccolma, ieri…

Sono tante le foto a cui sono legato, ma questa ha un significato molto particolare per me. E qui che – si può dire – è cominciata la mia nuova vita.

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Una passeggiata sui tetti di Stoccolma

Iniziativa singolare in una mattina estiva: una passeggiata nei tetti di due edifici di Stoccolma.

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