Stefan Löfven

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Löfven, questo sconosciuto

Dopo una settimana intensa e dopo una serie di innumerevoli “no, grazie”, la segreteria del Partito Socialdemocratico svedese ha trovato il successore di Håkan Juholt, dimessosi una settimana fa. Trattasi di Stefan Löfven, primo segretario generale del sindacato IF Metall (una sorta di FIOM svedese). Un personaggio pressoché sconosciuto ai più, ma che sembra – secondo quanto emerge dalle prime impressioni – una figura abbastanza adatta all’importante ruolo di ördforande: capace ed esperto, sicuro conoscitore del mondo del lavoro e delle numerose problematiche che lo affliggono, con una buona dose di personalità e carisma a suo servizio. Ciò che di sicuro gli manca è un seggio in Parlamento, un qualcosa che potrebbe andare a suo vantaggio ma anche ritorcerglisi contro.

Stefan Löfven

Stefan Löfven

È ovviamente prematuro parlare delle sue idee e degli indirizzi politici che darà al suo mandato, ma la sua impostazione sarà presumibilmente più liberale che socialista. Alcune tematiche troveranno di sicuro dei muri di opposizione all’interno del Partito, altre riusciranno (nuovamente) ad avvicinare quella fetta di elettorato che ultimamente ha cercato rifugio nella coalizione di centrodestra o nel Partito della Sinistra (Vänsterpartiet).

Ma, indipendentemente da idee e programmi, la nomina di Löfven può costituire un primo passo in avanti nella ricostruzione di un’opposizione seria ed affidabile (cosa di cui la politica svedese ha urgentemente bisogno, come scrivevo anche qui). E tale nomina può aggiungersi, in modo quasi complementare, ad altri due importanti tasselli. Il primo, risalente a qualche settimana fa, riguarda l’elezione di Jonas Sjöstedt a portavoce del Partito della Sinistra, in sostituzione del troppo estremista Lars Ohly: il cambio di guida – secondo un recente sondaggio – ha portato il partito ad un 9,6% (+3,3% in un solo mese), un risultato che mancava dal 2004. Il secondo, in fase di definizione in queste ore, riguarda le sorti del Partito Cristianodemocratico (Kristdemokraterna), l’anello sempre più debole e sempre più in crisi della coalizione di centrodestra (Alliansen). Un anello che potrebbe risultare determinante in vista delle prossime elezioni politiche.

Tornando ai Socialdemocratici, i prossimi saranno mesi tempestati da tanti punti di domanda: apparentemente le dimissioni di Juholt, di per sé, non hanno dato riscontri positivi a livello di sondaggi. Sembra tuttavia sicuro che – almeno come effetto “luna di miele” – Stefan Löfven farà dimenticare le percentuali impietose fatte registrare ultimamente dai Sosse. Almeno nel breve periodo…