Söderut

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Söderut – 1

ishot-64Le estati svedesi sono così: sono capaci di svegliarti con il sole, abbracciarti di un calore quasi mediterraneo, e disilluderti poi, all’improvviso, con nuvoloni grigi che si trasformano in fittissime piogge torrenziali. Occorre farci l’abitudine: questo è il primo segreto per godere appieno di ciò che offre, in questo periodo, la Svezia. Il secondo segreto è portarsi appresso un buon bagaglio variegato: l’abbigliamento estivo ci sta, ma anche qualche buona maglia e una giacca impermeabile potrebbero rivelarsi estremamente utili.

Quello della partenza è un classico giorno di estate svedese. Le condizioni ideali per cominciare il viaggio ci sono tutte: cielo limpido, sole deciso, aria fresca. Un bel pieno di benzina, una controllatina veloce al livello dell’olio e dell’acqua, ultimi accertamenti completati e via, si parte, direzione sud: söderut.

L’E4, nei pressi di Stoccolma, è ovviamente un po’ turbolenta: trovare l’uscita giusta, azzeccare la corsia adatta e non sbagliare svincolo, non è difficile. Ma resta comunque più semplice a dirsi che a farsi. L’ultimo cartello “dare precedenza” arriva presto e, secondo un’interpretazione del tutto personale del codice della strada, significa soltanto una cosa: ore di rettilineo sino alla destinazione finale del giorno, Vimmerby, nello Småland.

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Sin dall’inizio capisco quali saranno i “compagni di strada” di oggi: oltre agli immancabili mezzi pesanti e ai bus turistici russi, sono tanti gli svedesi con roulotte al traino, seguiti dai cugini danesi, da qualche olandese e finlandese, dagli ubiquitarî tedeschi. Mi sento quasi un pesce fuor d’acqua se penso al marasma che, con tutta probabilità, sta popolando le strade italiane nelle stesse ore.

Esigenze fisiologiche, in entrata e in uscita, si materializzano nella prima e unica tappa intermedia della giornata: a Linköping, si decide di virare nuovamente verso nord, destinazione Berg.

La scelta non è casuale. La piccola borgata di Berg, abitata da poco più di mille anime, è attraversata dallo Göta Kanal: lungo 190 chilometri, il canale è parte integrante della rotta fluviale che collega Söderköping (sul Mar Baltico) alla seconda città della Svezia, Göteborg (sul Mare del Nord), per una distanza complessiva di 390 chilometri. La grande infrastruttura, inaugurata nel settembre del 1832, è composta da ben 58 chiuse che tuttora permettono alle imbarcazioni di superare i vari dislivelli del canale: alcuni dei 58 slussar sono proprio a Berg, un posto insolito per una pausa pranzo, ma comunque con una sua storia e un suo fascino.

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La pioggia che comincia a cadere è un valido richiamo per la memoria: il mese è, sì, luglio; ma la latitudine è sempre e comunque quella svedese! L’acqua sarà presenza costante nella seconda parte del viaggio: superata nuovamente Linköping, la 23/34 è una semplice due corsie, ma più interessante da guidare.

L’asfalto – non più quasi perfetto come quello della E4 – taglia boschi di verde scurissimo, laghi plumbei pizzicati dalla pioggia, e piccoli centri semideserti; i rettilinei si sposano con numerosi tornanti da fare in terza; roulotte, camper e bus di turisti lasciano il posto in carreggiata ai primi trattori e ai rimorchi per cavalli: il confine tra lo Östergötland e lo Småland è quasi percettibile fisicamente. La campagna si ritaglia, sempre più insistentemente, il suo posto tra i boschi: l’aria è bagnata, ma lascia comunque trapelare il suo misto di aromi. Non sempre entusiasmante per le narici, a dire il vero, ma comunque protagonista dello scenario che mi ospiterà – eccetto che per una breve pausa – per qualche giorno.

Ecco Vimmerby. Qualche chilometro ancora e sono finalmente arrivato: la stuga che mi ospita è molto vecchia, ma tenuta ottimamente. E’ qui che, a partire dal trisavolo, scelsero di vivere gli antenati materni della mia compagna: i vecchi mobili contengono ancora lettere e cartoline d’epoca, monete e libri del Settecento, lampade e argenterie sbiadite. Di fuori c’è ancora la stalla, il vecchio fienile, cavalli e mucche al pascolo. Mi sento catapultato in un’altra dimensione, fuori dal tempo e isolata da ogni contatto con il mondo: sarà questa la base di una piccola vacanza tutta svedese.

La stuga