Riflessioni di febbraio

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Carrasecare

Febbraio era appena cominciato ma stava già per finire. Succedeva sempre così, e non è solo perché era il mese più breve dell’anno. C’era qualcos’altro che lo spingeva via velocemente: in Sardegna era come se l’inverno, esaurita la sua forza, si lasciasse conquistare dai venti più caldi del sud. In Svezia non funziona così.

Mi ritornano in mente i profumi del carnevale, i marciapiedi invasi dalle stelle filanti, i capelli zuppi di coriandoli colorati. E poi l’allegria delle maschere in contrasto con la malinconia del cielo ancora invernale: febbraio mi ha sempre lasciato un po’ d’angoscia addosso. Quella stessa angoscia che da bambino provavo al suono della carriga dei mamuthones. Qui, dove mi trovo adesso, non esiste più nemmeno quella sensazione, e – assurdamente – un po’ ne sento la mancanza.

Forse questo posto avrebbe bisogno di un po’ di carnevale: una scossa in mezzo al ghiaccio, un po’ di rumore in mezzo al silenzio, un qualcosa che spezzi la quotidianità, che faccia dimenticare le angoscie della settimana. Magari una notte che profumi di vento di primavera...

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Tazenda - Carrasecare

Ci sono giorni

Ci sono giorni in cui tutto sembra più grigio del solito, le cose girano male, le difficoltà si fanno più grandi del previsto, le forze tendono a mancare. Ci sono altri giorni in cui tutto è più facile, torna l’entusiasmo, la voglia di fare, la serenità. La vita è una lotta di forze opposte, è una ricerca perenne di compromessi. Ed aver imparato a godere degli equilibri è una grossa soddisfazione.