Quartu S.Elena

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Il mare d’inverno

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Quartu S.Elena - Poetto

Quartu S.Elena - Poetto

[“Passerà il freddo e la spiaggia lentamente si colorerà…”]

Fuori

Lamiere incandescenti e pneumatici si sfidano sin dentro i più stretti vicoli di Quartu. C’è ormai una quantità di auto indescrivibile, assolutamente sproporzionata al numero di abitanti e alla dimensione della città. Camminare a piedi è impossibile. Uscire con la bicicletta è diventato pura fantascienza: l’attuale amministrazione comunale – per ben adeguarsi al sottosviluppo nel quale è ormai finito questo posto – ha deciso di eliminare una delle due piste ciclabili (chiamiamole eufemisticamente così) della città.

Il regresso morale e culturale è sempre più evidente, quasi lo si respira nell’aria. Ormai ognuno vive per se stesso, nel proprio minuscolo mondo in cui l’altrui costituisce esclusivamente un intralcio, una casualità negativa da cui prendere le distanze, di cui diffidare a prescindere. Esisteva, me la ricordo, un po’ di gentilezza e buona maniera; esisteva, me la ricordo, un po’ di solidarietà e senso di comunità. Esisteva, ora non più. O quasi.

Rimane qualche traccia di ciò che fu, di quel passato che non fu mai roseo e senza problemi ma di cui viene una folle voglia di rimpianto. I muri di làdini non esistono quasi più: si butta giù tutto, si cementifica tutto, si dipinge tutto di colori sgargianti secondo un canone estetico ormai volgare, quasi snob. La mia gente era gente semplice, ora non più. O quasi. Le vecchie botteghe, i vecchi laboratori artigianali, i vecchi negozi. E’ rimasto ben poco. Anche i vecchi di Piazza IV Novembre non sono più quelli di una volta: forse, se al posto di un negozio di abbigliamento si fosse tenuto aperto il circolo degli anziani, sarebbe stato meglio per tutti.

Mi lascio comunque andare, alla sera, ai colori del tramonto sulle saline, al maestrale, al suono delle campane delle chiese, ai latrati dei cani, all’odore di pesce e di carne che invade i vicoli. E spero che un giorno questo posto diventi migliore. Perché, comunque vada e dovunque io vada, questa rimane ancora e pur sempre casa mia.

Tracce d’Africa

Quartu S.Elena, 23 dicembre 2010

Quartu S.Elena, 23 dicembre 2010