Pensieri di Febbraio

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Ho perso le parole

O forse sono loro che perdono me?

Non sono molto loquace ultimamente. Due mesi di lontananza dal blog sono sintomo di diverse cose: dal lavoro, sempre più intenso, al periodo di vacanza trascorso in Sardegna, passando per i soliti alti e bassi della quotidianità: preoccupazioni, soddisfazioni, qualche problemino di salute, progetti e programmi di varia entità.

Ultimamente non riesco nemmeno più ad andare di pari passo con il ritmo delle stagioni: l’autunno è volato, e questo non è che mi dispiaccia più di tanto. Le festività le ho sentite pochissimo, o almeno non come gli ultimi anni, e questo è stato un peccato. L’inverno di Stoccolma si sta già sciogliendo in pioggia e grigia umidità, e questo può essere positivo, benché nei prossimi due mesi possa succedere di tutto. In ogni caso non sono in sintonia con il trascorrere del tempo, e questo mi disturba tanto.

Forse dovrei ritrovare le parole e scrivere di più.

Pensieri di (fine) febbraio

A Stoccolma, nell’ultima settimana, le temperature sono notevolmente aumentate. Questa mattina, ad esempio, la temperatura registrata al sole del mio balcone si è attestata a 12 gradi. Non male. Qualche piccolo residuo di ghiaccio resiste, ma solo in periferia e solo negli angoli in cui il sole non riesce ancora a penetrare. Anche la fanghiglia tipica di questo periodo, un intruglio orribile di neve sciolta, piccoli cristalli di ghiaccio, terra e ghiaia, si sta ormai asciugando: poter camminare spensierati, senza il timore di scivolare e farsi male, è una bella cosa.

Alcuni dicono che quella che verrà sarà una primavera insolitamente lunga e calda. I piccoli segnali della nuova stagione si respirano già nell’aria, e sentire gli uccelli cantare negli alberi è un qualcosa che fa ben sperare. È tempo di programmare un po’ di weekend fuori porta e qualche giorno di vacanza, a cominciare dalla settimana di Pasqua. Riusciranno i nostri eroi a fare anche una capatina in Sardegna?

Pensieri di Febbraio

Fuori continua a nevicare senza pausa, dalla finestra vedo i fiocchi smorzare un’aria nuovamente gelida, nordica. A casa c’è un silenzio surreale, come spesso capita: l’atmosfera più adatta per sistemare i pensieri in attesa della primavera che verrà. Fra poco si tratterà di dare un’impronta importante alla vita, di indirizzare il proprio cammino in una strada precisa che non permetterà errori. Essere bambini è dura, ma diventare adulti fa paura.