Monarchia Svedese

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A giorni il nuovo Bernadotte

Ci siamo: fra poco la Svezia avrà un nuovo tamagotchi. Pare infatti che i tempi per il lieto evento siano maturi: la futura regina Victoria e il suo personal trainer principe Daniel, in questi ultimi giorni, hanno dovuto rinunciare ad ore ed ore di duro lavoro e di abnegata dedizione alla causa del Regno, per dedicarsi agli ultimi preparativi prenatalizi. Anche l’ospedale Karolinska di Solna, luogo ufficiosamente prescelto per il parto, ha già messo in moto la sua macchina organizzativa rendendo momentaneamente indisponibili numerosi parcheggi in prossimità della struttura. Motivi di sicurezza? Macché. Quei posti saranno riservati alle varie stazioni televisive che trasmetteranno l’evento – o le ore immediatamente successive – in diretta.

Victoria e Daniel

Victoria e Daniel

In tutto questo, però, una cosa buona da dire c’è: questi ultimi nove mesi sono stati abbastanza tranquilli dal punto di vista mediatico. Certo, un po’ di pettegolezzo c’è stato (certi giornali non si smentiscono mai, ma proprio mai!), ma il tutto è stato affrontato con una relativa discrezione. Non me l’aspettavo, a dire il vero.

In ogni caso, ora è il totonome a riempire tante pagine e tante bocche vichinghe: come si chiamerà il futuro nascituro? Ovviamente c’è chi ci scommette su, a suon di soldoni, ma ovviamente non è il mio caso. Io mi limito soltanto a tirare ad indovinare, e in questo caso anch’io mi lascio andare al gossip. Innanzi tutto io credo che nascerà una bimba. Per il nome sono un po’ indeciso, ma dico uno tra Desirée, Kristina e Sibylla. Non escluderei nemmeno Silvia, ma lo vedo un po’ meno probabile. Se nascerà un bimbo, la cerchia comprenderà sicuramente tutti i nomi dei precedenti sovrani, soprattutto della dinastia Bernadotte: forse Karl, forse Gustav, forse Carl Gustaf, forse Carl Johan. Ma, non so perché, io propenderei per Oskar.

Fra qualche giorno avremo la tanto agognata soluzione.

Socialdemocratici e non solo

Nel precedente post si parlava del calo di consensi che continua a far registrare il Partito Socialdemocratico. Qui si parla di un altro calo di consensi, anche questo ormai costante, anche questo abbastanza nuovo per la società svedese: pian piano, anno dopo anno, è la Famiglia Reale a perdere simpatie tra la cittadinanza. Il fenomeno, va detto, non procede assolutamente a velocità sconvolgenti, ma potrà aprire degli scenari futuri di una certa importanza.

A tal riguardo, un sondaggio Synovate mette in luce due dati: il primo, il più significativo, rispecchia un calo di fiducia nei confronti della Monarchia svedese pari a 5 punti percentuali rispetto al 2005; il secondo ci racconta che sempre più svedesi vedrebbero di buon occhio una eventuale abdicazione dell’attuale sovrano, Carl XVI Gustav, in favore della primogenita Principessa Victoria (+14% rispetto al 2005).

Sondaggio Synovate: in calo il consenso per la Monarchia svedese

Sondaggio Synovate: in calo il consenso per la Monarchia svedese

I numeri continuano però a rimanere notevolmente a favore di Monarchia e Bernadotte padre: il 70% degli intervistati si sente ancora rappresentato dall’istituzione (contro il 17% che vorrebbe cambiare regime) e il 51% preferisce attendere la fine naturale della reggenza di Carlo Gustavo (ma un notevole 31% vorrebbe vedere – già ora – Victoria regina).

In ogni caso non è più come una volta: la Corona sta progressivamente perdendo la sua autorevolezza (soprattutto fra i giovani), ed ultimamente sta creando qualche imbarazzo di troppo, non soltanto per la gioia degli amanti del gossip. Probabilmente, il recente e sfarzosissimo matrimonio della Principessa Victoria ha mosso più di qualche coscienza (vista anche la delicata situazione economica generale); meno determinante, a mio parere, lo “scandalo” suscitato da una biografia non autorizzata del Re, pubblicata recentemente: le varie scappatelle di Carl Gustav erano risapute da tempo, ma pare ci fosse una sorta di autocensura dei vari massmedia sul tema. Semmai, la pubblicazione di un simile libro è un elemento che conferma che qualcosa, pian piano, sta davvero cambiando. Staremo a vedere.