Fine dell’estate

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Pensieri di agosto

E quando finiscono i kraftör e si beve l’ultimo snaps, comincia ufficialmente l’autunno. Almeno per me. Avrò tante cose da fare, alcune da sistemare, altre da pensare. Non sono certo la buona volontà e l’entusiasmo che mi mancano, forse il tempo materiale, quello sì. Ma all’orizzonte non vedo soluzioni reali a questo problema. Ecco, sì, potrei dormire di meno. Ma dormo già abbastanza poco. Forse potrei fare di meno? No, non ci riuscirei. Pensare di meno? Buona idea, ma non la metterò in pratica, lo so già. Vedremo.

Avrò quindi cose da fare, sistemare e pensare. Ma prima ho bisogno di staccare. Tre settimane tra Francia, Spagna e Sardegna sono già belle che prenotate. C’è solo da aspettare ancora una ventina di giorni…

Che cosa sono i kräftor? Ne ho parlato qui.

Stagioni

Fa sempre uno strano effetto salutare l’estate prima del 15 di agosto. Ma da queste parti funziona così, dovrei farmene una ragione.

L’ultimo mese è stato glorioso: dei giorni così caldi, tutti di seguito, non li avevo ancora visti a queste latitudini. È anche per questo motivo che quel senso di malinconia, tipicamente settembrino, ha già cominciato a farsi sentire. Non che mi dispiaccia, questo no: il primo autunno, quello che sa ancora un po’ di estate, è forse – insieme alla tarda primavera – la stagione che preferisco in assoluto.

Le giornate si fanno più corte, l’aria più fresca, il vento soffia più forte. È quasi tempo di cambiare il guardaroba.

In attesa dell’inverno

Questa estate è stata positiva da tanti punti di vista: il viaggio in Italia lo scorso giugno, il lavoro che mi ha dato grandi soddisfazioni (soprattutto umane), la lettura di alcuni libri che mi hanno aperto nuovi orizzonti, il mio piccolo orto coltivato nel balcone, le giornate splendide che da tanto non si vedevano a queste latitudini. Chiaramente ho qualche piccolo rammarico: avrei dovuto godere di più del tempo libero, fare più movimento, forse uscire di più, staccare più spesso la testa dalla quotidianità. Ma va bene lo stesso.

Ora, che le betulle ricominciano a tingersi di giallo, le giornate a farsi più corte e più fresche, avrei voglia che l’autunno fermasse la sua corsa, aspettasse ancora qualche momento prima di invadere di foglie la città. Basterebbe davvero un po’ di estate in più per ricaricare in modo completo le batterie. In attesa dell’inverno.

Mezza Stagione

La stuga di famiglia in Småland

La stuga di famiglia in Småland

La radio svedese manda in onda, per tutta l’estate, un programma nel quale si avvicendano – uno per ogni giorno – personaggi della politica, della cultura, dello spettacolo. Il programma si chiama “Sommar”, “estate”, e l’ultima puntata era ieri. Nel mentre i cortili delle scuole si sono riempiti nuovamente di bambini, la metro di Stoccolma ha cominciato nuovamente ad affollarsi, ed anche il traffico della capitale – in certe ore ed in certe zone – è nuovamente intenso. Se a ciò si aggiunge l’aria nuovamente frizzante, condita dai profumi di pioggia e di legna umida, i segnali d’autunno sono inequivocabili. Prima della “rotolata verso sud” prevista tra qualche settimana, lo scorso weekend ho cercato le ultime tracce d’estate in Småland. Ma quest’anno, anche lì, l’autunno bussa più prepotentemente del solito.