Famiglia Reale Svedese

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Estelle? Un nome da cane

Del lieto evento che – lo scorso febbraio – ha occupato pagine di giornali e schermi televisivi, si è parlato brevemente anche qui. Da allora, oltre le consuete prime foto e le prime apparizioni pubbliche, la piccola Principessa Estelle ha mobilitato l’attenzione di popolo e media in occasione del suo battesimo, avvenuto qualche settimana fa – in rigorosa diretta televisiva – nella cappella del Palazzo Reale. Niente di straordinario, visto anche il giorno feriale scelto per la ricorrenza.

Tuttavia il nome della principessina è recentemente tornato alle cronache per un altro motivo. Sul fatto che a numerose neonate, a partire da febbraio, sia stato assegnato il nome di Estelle non sussisteva alcun dubbio. Nessuna sorpresa, visto un po’ come vanno queste cose: in ogni caso, le classifiche ufficiali dei nomi svedesi del 2012 le avremo soltanto nel prossimo mese di gennaio.

Ciò che si sa con matematica sicurezza è che ci sono sempre più cuccioli di cane e gatto che hanno l’onore – e l’onere, povere bestie – di portare sulle loro quattro zampe il nome regale di Estelle. Un trend – anche questo – in rapida crescita, come accertato da una compagnia di assicurazione riservata a soli animali e rispettivi padroni.

Tuttavia, rimangono altri i nomi più comuni di cani (prima tabella) e gatti (seconda tabella) di Svezia:

Qual è il femminile di tamagotchi?

Il comunicato ufficiale emanato dalla Casa Reale

Il comunicato ufficiale emanato dalla Casa Reale

E sì, perché la notte scorsa la Principessa Victoria di Svezia ha dato alla luce una bambina, una nuova principessina sui cui si è riversata – ovviamente – un’attenzione spasmodica da parte dei media e del popolo svedese. Le pagine dei quotidiani online sono state letteralmente prese d’assalto: è stata garantita una diretta no-stop, sono stati scritti fiumi di articoli e articoletti, sono state pubblicate fotografie su fotografie. E poi i commenti, gli auguri, i venti accappatoi dati in omaggio ai bambini nati in questa particolare giornata, la macchina del personal trainer-Principe Daniel (tamponata e multata nel giro di poche ore), le “torte principessa” andate a ruba nelle pasticcerie. E chi più ne ha più ne metta.

È stato lo stesso personal trainer-Principe Daniel, alle sette di questa mattina, a dare la lieta notizia durante una breve conferenza stampa con la quale ha reso partecipe il mondo dei particolari inerenti peso e lunghezza della bimba. Il nome non si sa ancora: la prassi vuole che sia il Re in persona a comunicarlo al Governo nel corso di una cerimonia, il Consiglio, che si terrà domani al Palazzo Reale. La prassi prevede anche tantissime altre cose: il comunicato ufficiale, i colpi di cannone, una cerimonia religiosa e l’accertamento del sesso del neonato (che verrà compiuto domattina dal Primo Ministro e altri funzionari).

Lunga vita alla principessa, ma viva la repubblica!

[Per dovere di gossip, domani aggiornerò questo post con il nome del tamagotchi.]

Aggiornamento (24/02/2012 – h 11.40): la nuova principessa, duchessa dello Östergötland, si chiama Estelle Silvia Ewa Mary. Un nome francese che richiama le origini della famiglia Bernadotte, che stupisce un po’ tutti e spiazza migliaia di scommettitori. In molti avevano ipotizzato Silvia come secondo nome (l’attuale Regina si chiama così), ed hanno avuto ragione. Nessuno avrebbe mai pensato però che il terzo nome sarebbe stato Ewa (la madre di Prins Daniel si chiama così). La scelta di Victoria è stata comunque abbastanza coraggiosa e moderna: uno smarcamento dalla tradizione, dalle aspettative e dalla banalità. Sarà curioso vedere quante bimbe, da oggi in poi, verranno chiamate Estelle. Un pronostico? Tantissime!

A giorni il nuovo Bernadotte

Ci siamo: fra poco la Svezia avrà un nuovo tamagotchi. Pare infatti che i tempi per il lieto evento siano maturi: la futura regina Victoria e il suo personal trainer principe Daniel, in questi ultimi giorni, hanno dovuto rinunciare ad ore ed ore di duro lavoro e di abnegata dedizione alla causa del Regno, per dedicarsi agli ultimi preparativi prenatalizi. Anche l’ospedale Karolinska di Solna, luogo ufficiosamente prescelto per il parto, ha già messo in moto la sua macchina organizzativa rendendo momentaneamente indisponibili numerosi parcheggi in prossimità della struttura. Motivi di sicurezza? Macché. Quei posti saranno riservati alle varie stazioni televisive che trasmetteranno l’evento – o le ore immediatamente successive – in diretta.

Victoria e Daniel

Victoria e Daniel

In tutto questo, però, una cosa buona da dire c’è: questi ultimi nove mesi sono stati abbastanza tranquilli dal punto di vista mediatico. Certo, un po’ di pettegolezzo c’è stato (certi giornali non si smentiscono mai, ma proprio mai!), ma il tutto è stato affrontato con una relativa discrezione. Non me l’aspettavo, a dire il vero.

In ogni caso, ora è il totonome a riempire tante pagine e tante bocche vichinghe: come si chiamerà il futuro nascituro? Ovviamente c’è chi ci scommette su, a suon di soldoni, ma ovviamente non è il mio caso. Io mi limito soltanto a tirare ad indovinare, e in questo caso anch’io mi lascio andare al gossip. Innanzi tutto io credo che nascerà una bimba. Per il nome sono un po’ indeciso, ma dico uno tra Desirée, Kristina e Sibylla. Non escluderei nemmeno Silvia, ma lo vedo un po’ meno probabile. Se nascerà un bimbo, la cerchia comprenderà sicuramente tutti i nomi dei precedenti sovrani, soprattutto della dinastia Bernadotte: forse Karl, forse Gustav, forse Carl Gustaf, forse Carl Johan. Ma, non so perché, io propenderei per Oskar.

Fra qualche giorno avremo la tanto agognata soluzione.

Nuovo tamagotchi in arrivo

La famiglia Bernadotte al completo

La famiglia Bernadotte al completo

La notizia che tutti aspettavano è arrivata: la principessa Victoria di Svezia è finalmente gravida e nel marzo 2012 darà alla luce l’erede al trono. Erede in seconda si intende: prima che il pargolo (o la pargola) potrà vedersi insignito della più nobile e regale carica svedese, i ponti di Stoccolma vedranno passare molta acqua sotto i loro archi.

La buona nuova era nell’aria già da tempo, come scrissi anche io qualche mese fa: i Principi sono ormai sposati da più di un anno, il nonno Carlo Gustavo non se la passa poi così bene (dal punto di vista del consenso. Perché dagli altri punti di vista invece…) ed un segnale forte e deciso – in grado soprattutto di occupare prime, seconde e terze pagine dei quotidiani e dei giornaletti di gossip – era davvero quello che ci voleva per risollevare gli animi e le sorti della Famiglia dei Bernadotte. Nei prossimi mesi si scatenerà una nuova ondata di quella che io ho soprannominato “sindrome da tamagotchi”: tanti svedesi vivono con partecipazione le vicende dei reali. Li vedono nascere, crescere, sposarsi, avere figli, morire. In un ciclo continuo, senza soste, senza potersi estraniare dalle sorti della Famiglia più importante del Paese, senza non potersene affezionare in qualche modo. Esattamente come succedeva con il giochino giapponese tanto in voga qualche anno fa, per cui ogni minima distrazione costava cara.

I prossimi saranno mesi molto simili a quelli vissuti prima del matrimonio del giugno scorso: un po’ tutti, alla fine, ci romperemo garbatamente le scatole. Ne sono sicuro.

Il Re è nudo

Carlo XVI Gustavo

Carlo XVI Gustavo

Tempi duri per la monarchia svedese. Secondo un sondaggio dello scorso novembre il consenso della popolazione nei confronti della Corona – già in diminuzione – si attestava al 70% degli intervistati (il 17% si dichiarava apertamente contro); una recente rilevazione non fa altro che confermare l’emblematica tendenza al ribasso: in soli sei mesi la percentuale si è ridotta di ben quattro punti, attestandosi quindi al 66% degli intervistati. Dal 2005 il consenso si è ridotto del ben 14%, un dato molto significativo.

Ancora più significativo è il dato che riguarda in modo diretto la persona del Re, Carlo XVI Gustavo: nel novembre 2010 il consenso nei suoi confronti si attestava al 51%, ora è al 44%. E sembra che si stia facendo sempre più spazio la voglia di vedere la Principessa Vittoria sul trono più alto di Svezia già prima della dipartita naturale del padre (41% degli intervistati).

Le ragioni alla base di questo fenomeno si attestano certo in una sempre più diffusa consapevolezza del fatto che, soprattutto in tempi di crisi, mantenere nel lusso la Famiglia Reale (che, ricordo, non ha il minimo potere in Svezia) non è né opportuno, né politicamente corretto, né – probabilmente – al passo coi tempi. Ma, soprattutto negli ultimi mesi, è stato un altro fattore a disturbare maggiormente le coscienze dei cittadini svedesi: la poca trasparenza dimostrata, in più casi, dai sovrani. Da un lato le vicende familiari della Regina Silvia, costretta a fare i conti con il passato nazista del padre; dall’altro lato i vizietti del Re: risaputi da tempo, descritti in una recente biografia non autorizzata, al centro dell’attenzione anche negli ultimi giorni. Pare infatti che esistano delle foto che ritraggono il nostro sovrano all’interno di un club a luci rosse, entusiasta delle scene saffiche a cui assiste. E se questo riguarda la sfera privata del Re, il fatto che un suo amico (ovviamente di sua spontanea volontà) abbia contattato un malavitoso in odore di mafia per acquistare le suddette foto non può che essere un affare pubblico e, in certi termini, un grosso affare di Stato.

L’impressione è che il dibattito non si esaurirà a breve: personalmente non credo che il Re deciderà di abdicare in tempi veloci, il che equivarrebbe ad ammettere le proprie responsabilità. Credo piuttosto che la Principessa Vittoria, aiutata di buon grado dal suo personal trainer Principe, cercherà di avviare al più presto le “procedure di gravidanza” e di sfamare due bocche con un unico tozzo di pane: erede al trono già pronto e focus dell’attenzione pubblica distolto dalle vicende di nonno Carlo Gustavo. E la “sindrome da tamagotchi”, di cui parlerò in altra occasione, potrà nuovamente avere luogo.

Socialdemocratici e non solo

Nel precedente post si parlava del calo di consensi che continua a far registrare il Partito Socialdemocratico. Qui si parla di un altro calo di consensi, anche questo ormai costante, anche questo abbastanza nuovo per la società svedese: pian piano, anno dopo anno, è la Famiglia Reale a perdere simpatie tra la cittadinanza. Il fenomeno, va detto, non procede assolutamente a velocità sconvolgenti, ma potrà aprire degli scenari futuri di una certa importanza.

A tal riguardo, un sondaggio Synovate mette in luce due dati: il primo, il più significativo, rispecchia un calo di fiducia nei confronti della Monarchia svedese pari a 5 punti percentuali rispetto al 2005; il secondo ci racconta che sempre più svedesi vedrebbero di buon occhio una eventuale abdicazione dell’attuale sovrano, Carl XVI Gustav, in favore della primogenita Principessa Victoria (+14% rispetto al 2005).

Sondaggio Synovate: in calo il consenso per la Monarchia svedese

Sondaggio Synovate: in calo il consenso per la Monarchia svedese

I numeri continuano però a rimanere notevolmente a favore di Monarchia e Bernadotte padre: il 70% degli intervistati si sente ancora rappresentato dall’istituzione (contro il 17% che vorrebbe cambiare regime) e il 51% preferisce attendere la fine naturale della reggenza di Carlo Gustavo (ma un notevole 31% vorrebbe vedere – già ora – Victoria regina).

In ogni caso non è più come una volta: la Corona sta progressivamente perdendo la sua autorevolezza (soprattutto fra i giovani), ed ultimamente sta creando qualche imbarazzo di troppo, non soltanto per la gioia degli amanti del gossip. Probabilmente, il recente e sfarzosissimo matrimonio della Principessa Victoria ha mosso più di qualche coscienza (vista anche la delicata situazione economica generale); meno determinante, a mio parere, lo “scandalo” suscitato da una biografia non autorizzata del Re, pubblicata recentemente: le varie scappatelle di Carl Gustav erano risapute da tempo, ma pare ci fosse una sorta di autocensura dei vari massmedia sul tema. Semmai, la pubblicazione di un simile libro è un elemento che conferma che qualcosa, pian piano, sta davvero cambiando. Staremo a vedere.