A volte ritorno

cagliari2

Ed invece non è successo più nulla. Niente elezioni anticipate e nessun post sul blog dallo scorso dicembre. È un record. Negativo.

Inutile dire sempre le stesse cose: non ho avuto tempo, ho avuto altro da fare, non ho trovato la giusta ispirazione, e cose simili. Il fatto è che il lavoro mi ha travolto come mai prima. Il che è ovviamente positivo, ma sino ad un certo punto.

Quante cose avrei voluto scrivere in questi mesi! Quante cose sono successe e quante altre mi sono passate per la testa. Produco tanto, penso il doppio, mi riposo la metà. Ed è diventato pressoché impossibile aprire questa vecchia pagina, darle un po’ di linfa vitale, farle coraggio e dirle: “vedi, non ti ho dimenticato!”.

Nel mentre continuo a ricevere parecchie visite, vari messaggi privati e vengo pure citato nei libri – a proposito, ringrazio Marco Mengoli per avermi citato nel suo “C’e chi va & c’è chi resta“.

Il resto non è noia, ma nemmeno gioia assoluta (ammettendo che esista). Una nostalgia sempre più pungente per la Sardegna, per il fruscio degli eucaliptus in riva al mare, per i rumori delle notti cagliaritane. Questo è il tema ricorrente di questi giorni. Dovrò aspettare sino a settembre per ribaciare la mia petrosa Itaca. Resisterò?

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