Succede anche qui!

Det omšjligas konst

È davvero mai possibile che un governo svedese, per giunta in carica da pochissimo, si sfracelli al suolo poco prima di Natale?

Ebbene sì, è possibile, è successo. Strano, stranissimo per gli svedesi stessi. Nemmeno i miei suoceri hanno mai visto una situazione simile: troppo piccoli per ricordarsi il 1958.

Dal canto mio, ho seguito come di consueto ciò che è successo. Ho cercato di riassumere e dare un parere super partes qui e qui. Devo dire che, da buon italiano, la caduta di per sé non mi ha particolarmente emozionato. Certo, due mesi sono pochini. E certo, quello in carica era (ed è) pur sempre il Governo che anch’io ho votato lo scorso settembre.

Mi sento soltanto un po’ più preoccupato di prima. Mi sento preoccupato dai giochi di potere che si sono visti e che si vedranno nella loro interezza durante la prossima, imminente campagna elettorale. Mi preoccupa l’influenza del partito di estrema destra, Sverigedemokraterna e – soprattutto – la debolezza degli altri due schieramenti. Ho paura che, in tempi prossimi, quel partito venga giocoforza legittimato a tutti gli effetti. Ho paura che la democrazia svedese, di sinistra e di destra, si trovi presto costretta a scendere a patti col diavolo. Più di quanto abbia già fatto.

La Svezia è cambiata, è sotto gli occhi di tutti. Ma non da oggi o da ieri. In otto anni di residenza io stesso mi sono reso conto del processo in atto. E non mi piace. Quello che ho sempre apprezzato di questo difficile Paese è – come ho già detto in altre occasioni – il senso di Stato che ho sempre sentito alle mie spalle. Ora quel senso di sicurezza c’è ancora, ma traballa. E se il tutto non si ferma a tempo debito, il rischio di caduta è reale.

Sarà una noia immensa doversi ora sorbire l’esatta replica della campagna elettorale della scorsa estate. La seguirò, certo. Ma so già esattamente quello che i vari personaggi e partiti diranno. Non solo i concetti, so le esatte parole. Sarà un po’ come tornare, in un certo senso, in Italia. E nemmeno questo mi piace.

Come ho scritto anche nell’altro sito, il rischio è comunque che rimanga tutto inalterato. Che si crei, cioè, la stessa identica situazione delle scorse elezioni: uno dei due blocchi con la maggioranza relativa e Sverigedemokraterna a fare da ago della bilancia. In molti ipotizzano che una delle migliori soluzioni per superare lo stallo sia il dialogo costruttivo tra le due coalizioni principali. Tradotto: un governo di salvezza nazionale liberalsocialdemocraticoconservatore con – magari – qualche traccia di verde. Un amalgama indistinto tra destra e sinistra, una politica di sopravvivenza con poca sostanza e poca ideologia.

Mi auguro che non accada. Per favore, almeno qui, no!

 

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