Tempo di Elezioni

Sono passati otto lunghi anni da quando ho messo piede, per la prima volta in assoluto, in terra svedese. Era l’agosto 2006.

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La mia tessera elettorale

Era di scena, allora, una delle campagne elettorali più significative della storia politica svedese: Göran Persson, che governava indisturbato dal 1996, il mese dopo avrebbe lasciato la poltrona di Primo Ministro a Fredrik Reinfeldt.

Dall’epoca sono successe tante cose, ma si può dire benissimo che la Svezia in cui ho vissuto sino ad ora sia stata la Svezia reinfeldtiana. Una Svezia che, nonostante le tracce profonde di socialdemocrazia che tuttora resistono, ha – proprio con quelle elezioni – dato una svolta liberale importante e decisa alla politica e alla società svedese.

Domenica prossima la Svezia è chiamata alle urne. Questa volta anch’io potrò votare per il Parlamento. Mi auspico un cambio di rotta e pare che tale cambiamento ci sarà. Ma non è questo l’importante. L’importante è ciò che sento e che ho sentito in tutti questi anni. Un qualcosa che l’Italia, fin quando ci vivevo, non mi ha mai offerto: la normalità delle cose.

Qui ho percepito, per la prima volta in assoluto, il senso di Stato, la sicurezza di avere alle spalle una classe politica tutto sommato seria e competente, un governo che ha fatto il suo lavoro: governare. Qui ho sentito i politici promettere e mantenere, o comunque fare di tutto per mantenere. Qui ho visto una politica pragmatica ed efficace. E ripeto, poco importa se in questi anni sono state poche le volte in cui mi sono trovato d’accordo con la linea della maggioranza. Il disaccordo è l’essenza della democrazia, e qui – un posto in cui si cerca di evitare in tutti in modi il contrasto – lo sanno bene.

Critico parecchi aspetti di questo Paese, viverci non è facile. Ma mi sento comunque fiero di esserne cittadino.

[Per chi fosse interessato ad una piccola analisi sulla situazione politica, ho scritto qualcosa qui]

One Comment to Tempo di Elezioni

  1. Matte ha detto:

    condivido il pensiero Federico. Penso però che solo in Italia,almeno nel vecchio continente, ci sia una politica così becera. Penso che il meglio l’Italia lo abbia avuto nel secondo dopo guerra per un breve periodo e poi a spot qualche politico, ma di sicuro negli ultimi 30 anni la politica italiana è stata una farsa continua.
    Concordo che qua almeno non hai la sensazione di essere pigliato troppo per i fondelli. Anche se pure in Svezia ci sono bei giri anche tra i politici. (come ovunque penso). Ora vedremo cosa succederà. (Comunque cosa molto strana,almeno dal punto di vista italico,che qua i dibattiti li fanno fino a poche ore prima del voto ufficiale, e si può votare praticamente con un mese d’anticipo,con la campagna elettorale sempre aperta. Per non parlare delle schede da pigliare fuori dall’urna dove c’è scritto il partito che vai a votare-oppure ne prendi tanti e confondi le idee 🙂 )

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