Impressioni portoghesi – 2: Lisbona

Lisbona - Torre di Belém

Lisbona – Torre di Belém

Non faccio neanche in tempo ad uscire dalla stazione degli autobus di Lisbona che mi accorgo di avere la febbre. La notte prima non sono stato benissimo, le quattro ore di viaggio in autobus da Lagos – senza sosta e con aria condizionata al massimo – non mi hanno di certo aiutato e la temperatura con cui ci accoglie la capitale non è tra le più fresche. Riuscire a capire come funziona e prendere la metro, prendere atto del fatto che il biglietto della metro non è valido per gli autobus, prendere un autobus, giungere finalmente all’appartamento affittato…ed ecco che il colpo di grazia per il sottoscritto è bello che servito.

Riesco comunque a reagire (leggi: riempirmi di farmaci) e nel giro di un giorno e mezzo sono nuovamente abbastanza in forma. Era già da qualche anno che Lisbona mi chiamava ad alta voce: avevo intuito il fascino che poteva offrire ai miei occhi e, nonostante me l’aspettassi un po’ diversa, non mi ha deluso. Anzi. Probabilmente, per come sono fatto io, è stata la città che – tra quelle visitate – mi ha catturato maggiormente.

L’anima metropolitana, a Lisbona, si fonde quasi per magia con quelle tracce genuinamente popolari che si possono trovare – purtroppo in misura sempre minore – soltanto nei piccoli centri. I panni stesi ad asciugare al sole nei vicoli dell’Alfama, le finestre aperte e le voci squillanti nel Barrio Alto, le piccole botteghe alimentari e le numerosissime ferramenta, l’odore di pesce arrosto ed il profumo di marsiglia mi riportano, ancora una volta, alle mie origini: basta soltanto chiudere gli occhi per un attimo, dimenticarsi di essere comunque in un Paese straniero ed il gioco è fatto.

Lisbona - Monastero dei Geronimiti

Lisbona – Monastero dei Geronimiti

Assurdi, anche qui, i contrasti: in certi quartieri la differenza tra ricco e povero è ben evidente. Un po’ tutta la città ha stampato nei suoi vicoli, sui suoi muri, nelle sue strade la storia travagliata e difficile che l’intero Portogallo ha vissuto e – sotto certi aspetti – continua a vivere. Ed ecco quindi che ad edifici ben tenuti e ristrutturati si affiancano decine e decine di palazzi abbandonati, a finestre e balconi ben curati vetri rotti ed infissi distrutti, a facciate incantevoli centinaia e centinaia di azulejos danneggiati e pericolanti. Peccato ma per fortuna al tempo stesso, mi dico. A parlare è la mia anima di viaggiatore, non quella di turista: vedere in faccia la realtà e cercare di immedesimarmi nelle vite dei vari posti è un qualcosa che devo fare in tutti i miei viaggi.

Quando, invece, è proprio quest’ultima a parlare, abbandono l’istinto che mi fa camminare a vuoto, prendo la cartina e vado dove tutti gli altri vanno. Il Monastero dei Geronimiti e la torre di Belèm sono un must, imponente anche il Monumento alle Scoperte poco distante che offre, dalla sua sommità, una vista panoramica sulla città, sul fiume Tejo e sul Ponte 25 aprile. Immancabile un giro in tram, la visita ad alcune chiese, una capatina nei vari belvedere della parte più alta della città ed una nella zona più moderna. Il tutto accompagnato, molto spesso, dalle note del Fado che si sprigionano dalle case e da alcuni locali.

Sintra - Palácio da Pena

Sintra – Palácio da Pena

Molto interessante la gita di una giornata a Sintra, una piccola cittadina in collina ad un’oretta di treno da Lisbona. Il centro del villaggio è carino ma, chiaramente, un po’ troppo affollato dai turisti. Tuttavia, con un tortuoso viaggio in autobus di una decina di minuti si arriva al punto più alto della zona: è lì che ha sede il Palácio da Pena, un palazzo che – con il suo amalgama di stili – sembra quasi un castello fiabesco, benché siano i suoi giardini a lasciare il segno. Un poco più giù si trova il castello moresco, che colpisce soprattutto per la sua posizione e la vista panoramica che dà sul villaggio, sull’Atlantico e – in lontanza – su Lisbona. Al centro del villaggio c’è invece il Palácio Nacional de Sintra, con degli interni niente male: stupende le decorazioni di alcuni soffitti. Obbligatoria, a Sintra, una pausa in una pasticceria: altra cosa che in Portogallo va molto forte sono proprio i dolci, alcuni veramente buoni.

La seconda parte del viaggio si conclude – a parte la febbre – esattamente come era iniziata, con un viaggio in autobus. Questa volta la meta è Porto, ma il racconto sarà l’argomento del prossimo post.

Lisbona - I tipici tram

Lisbona – I tipici tram