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C’era una volta…

…la socialdemocrazia svedese.

Lo scorso fine settimana, mentre mi trovavo per uno dei miei classici weekend in Småland, mi sono imbattuto in questa scena: un piccolo palco con dei musicisti dansband (età media 65 anni), due gazebo in cui venivano offerti del caffè e dei dolci da due signore (età media 65 anni), uno sparutissimo pubblico (età media 65 anni) arrivato sul luogo letteralmente con la propria auto (nonostante si trattasse di un parco pubblico). Organizzatore dell’evento: ABF – Arbetarnas bildningsförbund, l’associazione culturale e formativa del Partito Socialdemocratico svedese.

Certo, la cittadina di Vimmerby non è Stoccolma. E certo, se si fosse trattato di un evento organizzato direttamente dal partito, l’appeal sarebbe stato sicuramente maggiore. Ciò nonostante la scena mi ha fatto pensare a quanto questo Paese sia cambiato e soprattutto a quanto stia cambiando: a prescindere dall’appartenenza partitica, il contatto con quello che fu il modello svedese, con i momenti di comunione ideologica, con la partecipazione attiva alla vita pubblica, non esiste quasi più. Quando esiste, tale contatto è ormai relegato alle generazioni più anziane, a quelle che fra dieci/quindici anni si lasceranno dietro il vuoto. Un vuoto di pubblico. Un vuoto sempre più pieno di individualismi di vario genere.

Tutto questo, nonostante sia spesso sbagliato essere nostalgici di ciò che fu (soprattutto se non si è vissuto in prima persona) lascia un amaro strascico di tristezza.

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