Il Re è nudo

Carlo XVI Gustavo

Carlo XVI Gustavo

Tempi duri per la monarchia svedese. Secondo un sondaggio dello scorso novembre il consenso della popolazione nei confronti della Corona – già in diminuzione – si attestava al 70% degli intervistati (il 17% si dichiarava apertamente contro); una recente rilevazione non fa altro che confermare l’emblematica tendenza al ribasso: in soli sei mesi la percentuale si è ridotta di ben quattro punti, attestandosi quindi al 66% degli intervistati. Dal 2005 il consenso si è ridotto del ben 14%, un dato molto significativo.

Ancora più significativo è il dato che riguarda in modo diretto la persona del Re, Carlo XVI Gustavo: nel novembre 2010 il consenso nei suoi confronti si attestava al 51%, ora è al 44%. E sembra che si stia facendo sempre più spazio la voglia di vedere la Principessa Vittoria sul trono più alto di Svezia già prima della dipartita naturale del padre (41% degli intervistati).

Le ragioni alla base di questo fenomeno si attestano certo in una sempre più diffusa consapevolezza del fatto che, soprattutto in tempi di crisi, mantenere nel lusso la Famiglia Reale (che, ricordo, non ha il minimo potere in Svezia) non è né opportuno, né politicamente corretto, né – probabilmente – al passo coi tempi. Ma, soprattutto negli ultimi mesi, è stato un altro fattore a disturbare maggiormente le coscienze dei cittadini svedesi: la poca trasparenza dimostrata, in più casi, dai sovrani. Da un lato le vicende familiari della Regina Silvia, costretta a fare i conti con il passato nazista del padre; dall’altro lato i vizietti del Re: risaputi da tempo, descritti in una recente biografia non autorizzata, al centro dell’attenzione anche negli ultimi giorni. Pare infatti che esistano delle foto che ritraggono il nostro sovrano all’interno di un club a luci rosse, entusiasta delle scene saffiche a cui assiste. E se questo riguarda la sfera privata del Re, il fatto che un suo amico (ovviamente di sua spontanea volontà) abbia contattato un malavitoso in odore di mafia per acquistare le suddette foto non può che essere un affare pubblico e, in certi termini, un grosso affare di Stato.

L’impressione è che il dibattito non si esaurirà a breve: personalmente non credo che il Re deciderà di abdicare in tempi veloci, il che equivarrebbe ad ammettere le proprie responsabilità. Credo piuttosto che la Principessa Vittoria, aiutata di buon grado dal suo personal trainer Principe, cercherà di avviare al più presto le “procedure di gravidanza” e di sfamare due bocche con un unico tozzo di pane: erede al trono già pronto e focus dell’attenzione pubblica distolto dalle vicende di nonno Carlo Gustavo. E la “sindrome da tamagotchi”, di cui parlerò in altra occasione, potrà nuovamente avere luogo.

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