Indietro nel tempo – Terza Parte

Piazza d'Ottobre

La Piazza d'Ottobre

Tristezza, malinconia, diffidenza, timore, riservatezza: respiro tutto questo negli ultimi giorni che trascorro a Minsk. Ogni popolo ha le sue caratteristiche congenite, è chiaro; ma ogni popolo viene anche plasmato dalla storia più o meno recente che ha vissuto o dovuto vivere: di certo non si può dire che il popolo bielorusso abbia avuto – e continui ad avere – vita facile. Spesso, guardando gli sguardi ed i visi racchiusi nelle sciarpe e nei colbacchi, è come osservare la rappresentazione concreta della rassegnazione. E’ come se quelle facce dicessero che – in quella realtà – avere un libero pensiero, una libera opinione, sia inutile. O peggio: non sia importante. Credo che in tanti siano entrati, loro malgrado, nell’ottica del “panem et circenses” imposta dall’alto: prezzi bassi e vita tranquilla in cambio di una libertà estremamente ridotta. Emblematica la Piazza d’Ottobre delle ultime settimane: luogo di protesta e di violenza nei giorni delle elezioni, per ordine di Lukashenko è stata ghiacciata artificialmente in modo da impedire ulteriori manifestazioni di opposizione. E l’autorizzazione per far diventare quello spazio una immensa pista di pattinaggio – con annessi i chioschi per l’affitto dei pattini – non è tardata ad arrivare…

Una "pizza" bielorussa

Una "pizza" bielorussa

“Non dirò più che la pizza svedese fa schifo…Non dirò più che la pizza svedese fa schifo…Non dirò più che la pizza svedese fa schifo…”: il primo mantra del 2011 è nato spontaneo, immediato. E’ bastato mangiare una cosa di forma circolare, con un salame insipido e pomodori freschi e crudi nella sua superficie: mai ordinare una pizza a Minsk! O almeno non nella pizzeria dove sono andato io in cerca di conforto. Eh sì, perché pare proprio che in Bielorussia non si mangi benissimo. A parte qualche minestra e qualche piatto tipico nei migliori ristoranti della città, il resto è inenarrabile. Compreso un hamburger che ho acquistato l’ultimo giorno di permanenza: difficile incontrare di peggio.

Hockey: fine della partita

Hockey: fine della partita

Minsk si prepara al Natale ortodosso; noi prepariamo nuovamente le valigie per il viaggio di ritorno. Prima però conosciamo il proprietario del gatto e del televisore al plasma, compriamo l’assicurazione sanitaria in modo da evitare problemi alla frontiera, io mi compro un cappello ed un poster da appendere a casa, preleviamo per l’ultima volta 200.000 rubli che ci riempiono i portafogli di chili di carta. La serata si annuncia quantomeno diversa: per la prima volta assisto dal vivo ad una partita di hockey sul ghiaccio tra Dinamo Minsk ed una squadra russa. L’Arena è un qualcosa di supermoderno e superilluminato, la partita è piacevole, la tifoseria è accesa, e le ragazze pon-pon si agitano ad un metro da me. La Dinamo perde per 3 a 1, ma pazienza. Ricorderò a lungo Minsk e la Bielorussia, con i suoi pregi, i suoi difetti, i suoi contrasti. La sveglia è già puntata per le 5.30: abbiamo ancora due giorni prima di tornare a Stoccolma.

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