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Autodisciplina

Mai un passaggio con rosso, mai un divieto di sosta, mai un divieto di transito, mai nessuna cosa simile. Insomma, da quando ho la patente, non ho mai avuto problemi con il codice della strada: sarò fatto male, ma anche in Italia il rispetto delle regole veniva prima di tutto il resto. E lo assicuro: non era un problema di mancato controllo delle autorità.

In Svezia, per me, funziona allo stesso modo. E forse l’attenzione che presto per certe cose è ancora maggiore: gli svedesi non sono i migliori automobilisti del mondo, ma – tendenzialmente – hanno una “autodisciplina” abbastanza sviluppata. Benché esistano delle eccezioni sconvolgenti.

Il maledetto tagliandino

Disciplina e attenzione, tuttavia, alle volte non bastano: negli ultimi tre mesi ho preso due multe.

La prima sotto il vecchio palazzo: nella stradina condominiale il parcheggio era consentito solo per operazioni di carico e scarico. Ma io avevo le mie belle sporte di spesa da scaricare, e tutte le autorizzazioni del caso per sostare. L’errore fatale è avvenuto immediatamente dopo: era sabato sera inoltrato, già buio, pioveva ed ero stanchissimo. Ho deciso di fare una doccia prima di parcheggiare l’auto nella strada normale, anche perché – là dove era – non intralciava niente e nessuno. Beh, la lieta sorpresa da 300 corone non ha tardato a raggiungermi: tagliandino giallo nel parabrezza, rigorosamente impermeabile, e sabato sera rovinato.

La seconda sotto il nuovo palazzo: strada normale, ma vicolo cieco; 3 metri di larghezza, ovviamente doppio senso; parcheggio permesso da ambo le parti. Lato destro tutto già occupato: decido di parcheggiare sul lato sinistro. Il giorno dopo la nuova sorpresa sul parabrezza, e questa volta di 900 corone: no-ve-cen-to-co-ro-ne!!! Motivazione? Ho parcheggiato in senso opposto a quello di marcia! Il codice della strada svedese parla chiaro (come quello italiano), l’errore è stato mio. Avrei dovuto fare inversione. Ciò che mi disturba è che in una strada più larga non avrei mai fatto una cosa del genere. Ma in una strada stretta, e per giunta senza uscita…Non hanno altro da fare i “vigili urbani” di Stoccolma?!

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